Ong di Ndem

L’Association des Villageois de Ndem ha ottenuto nel 2006 lo statuto di ONG, ha la sua sede nel villaggio di Ndem nel dipartimento di Bambey, regione di Diourbel in Senegal, ed è stata fondata per poter far fronte alle problematiche economiche e sociali che derivano del progressivo desertificarsi del territorio.

Storia

La zona di Ndem conta oggi circa 4900 persone, le etnie localmente presenti sono essenzialmente Wolofs, Sérères e Peul ; sono tutte a maggioranza musulmana. La popolazione è caratterizzata da un’età media molto bassa, data principalmente dal gran numero di minori di quindici anni che sono circa il 50% del totale. Nel 1985, l’Association des Villageois de Ndem è stata creata con l’obiettivo di fronteggiare una situazione economica e sociale in forte degrado. In effetti questa zona, aggredita da più di 10 anni dall’avanzare inesorabile del vicino deserto del Sahara, soffriva di una crescente siccità che aveva tra le maggiori conseguenze, quella di provocare un esodo rurale di massa verso la capitale Dakar e i paesi del nord. In quegli anni infatti il 90% dei membri attivi dell’Associazione erano donne poiché la maggior parte degli uomini erano partiti alla ricerca di lavoro.

Non esisteva nel raggio di dieci chilometri, né scuola, né ambulatorio, né maternità, né cisterne di acqua potabile, ne alcuna attività economica, oltre all’agricoltura stagionale, che potesse garantire il sostentamento della popolazione.
La riflessione attorno alla problematica del miglioramento delle condizioni di vita locali si é di conseguenza concentrata sulla ricerca di soluzioni endogene alle principali sfide alle quali si sono confrontate duramente le popolazioni del territorio: la ricerca di risposte soddisfacenti e durature ai problemi economici che provocano l’esodo rurale ; il miglioramento della qualità di vita (salute, educazione, ecc); l’inversione della tendenziale degradazione delle risorse naturali del territorio e in particolar modo del suolo e della vegetazione. Infine, lo studio di un progetto per l’incremento e il miglioramento della produzione agricola.

La riflessione si è quindi concentrata sull’adozione di un piano d’azione i cui obiettivi fondamentali sono: l’identificazione e la promozione di attività economiche redditizie che valorizzino particolarmente i savoir-faire tradizionali; il lancio di un programma di sviluppo integrato che includa gli aspetti relativi all’educazione, alla salute, in grado di rendere partecipi anche i giovani e le donne. È obiettivo ugualmente importante l’elaborazione di un piano globale di coordinamento e gestione delle risorse naturali del territorio finalizzata al miglioramento della fertilità dei suoli, alla produzione di energia rinnovabile ed alla garanzia della disponibilità d’acqua. Grazie agli importanti sforzi comunitari e al conseguente sostegno di associazioni e di partners nazionali ed europei, poco a poco, grazie alla costanza, alla lungimiranza e alla fiducia, sono nate diverse strutture economiche e sociali, permettendo una notevole cambiamento delle prospettive future.
Innanzi tutto si è invertita la tendenza all’esodo rurale, permettendo il ritorno di un notevole numero di giovani uomini finalizzato all’impiego professionale nel quadro delle strutture realizzate.

Numerose opere sono state realizzate: un ambulatorio medico, una maternità, una scuola elementare di quattrocento alunni, due cisterne d’acqua e relative pompe elettriche fornite di rete di trasporto di cui fruiscono altri undici villaggi, una cassa di mutuo risparmio e credito.
L’innovazione maggiore è forse la messa in funzione di un centro di arti e mestieri che comprende dodici ateliers a filiera completa e autonoma (tessitura, tintura, cuoio, legno, metallo, terracotta, vimini), che danno un impiego salariato a trecentocinquantatré persone. Recentemente si è aggiunta un’unità di fabbricazione di combustibile ecologico, un panificio e due perimetri di orti biologici irrigati col sistema goccia a goccia.

Il grande merito di Serigne Babacar è di aver ideato e concretizzato un progetto di sviluppo impensabile, tutto ciò ha instaurato un circolo virtuoso che, oltre a fornire risposte concrete alle esigenze locali, ha guidato gli abitanti di Ndem verso una nuova coscienza di se stessi e delle reali possibilità di autosviluppo. E’ importante sottolineare, infine, che una valutazione del fenomeno di rinascita del villaggio non può prescindere da Serigne Babacar e dalla sua dimensione mistica che, sebbene non sia condizione necessaria per fruire del benessere comportato dallo sviluppo, è il vero motore del miracolo di Ndem.